Tutti hanno bisogno di uscire da qualche situazione – che si tratti di una lotta interiore o di una circostanza contraddittoria – e di essere liberi  (Freedom, Zenos Frudakis)

Di fronte ad una situazione problematica, solitamente quello che facciamo è, giustamente, provare a riuscire a superarla da soli o magari chiedendo suggerimenti e rimedi a chi fa parte della nostra vita.

Quando però il “fai da te”, i consigli (spesso non obiettivi) di parenti e amici non funzionano, quando un problema è tale da non poter essere affrontato con i propri mezzi o con l’aiuto di chi ci sta vicino, quando un dolore o una difficoltà persistono troppo a lungo, allora molto probabilmente questi non passeranno da soli, ma potranno diventare cronici, condizionando anche pesantemente la nostra vita.
Purtroppo di ciò non sempre ce ne rendiamo pienamente conto, anche perché spesso il disagio interiore tendiamo addirittura a nasconderlo, per timore di apparire inadeguati, “strani”, “diversi”. Il rischio maggiore, purtroppo diffuso, è arrivare a negare l’esistenza del problema. Questo finisce allora per diventare parte integrante della vita della persona, cronicizzando.

Perché allora è importante andare dallo Psicologo?

Per comprendere come sia “normale” ed “umano” soffrire, star male, aver paura, provare emozioni contrastanti.

Per avere una valvola di sfogo a situazioni specifiche di disagio.

Per “fare ordine” nella propria vita, comprendendo gli aspetti oscuri responsabili del proprio malessere.

Per acquisire gli strumenti necessari per affrontare le sfide quotidiane che rendano poi in grado di continuare il cammino da soli, con maggiore sicurezza e serenità.

Per concedersi l’opportunità di uno spazio proprio per conoscere meglio se stessi, per capire il proprio vissuto interiore, le proprie emozioni, i propri pensieri e le proprie paure.

Per prendersi cura della propria salute mentale, così come lo si fa con quella fisica in vista di un benessere psichico, fisico e sociale in grado di farci sentire in armonia con noi stessi e con gli altri.

Per vivere la vita in piena serenità, senza guardare indietro e restare schiavi di rimorsi e rimpianti.

 

Quando ricorrere allo psicologo?

- quando gli ostacoli che incontriamo sembrano insormontabili

- quando eventi "forti" ci toccano in prima persona, o toccano persone a noi care, condizionando negativamente la vita

- in momenti di crisi personale, situazioni di forte stress e sofferenza interiore

- in caso di perdita del controllo sulla propria vita, di senso di inadeguatezza

- durante malattie croniche e invalidanti

- quando si ha difficoltà nell’elaborare una separazione o una perdita

- durante le fasi critiche della vita (adolescenza, nascita di un figlio, cambiamento di lavoro, ecc.)

- in caso di difficoltà relazionali e affettive (col partner, con la famiglia, coi colleghi, ecc.)

- quando non si riesce a perseguire un obiettivo importante (nello studio, nel lavoro, il seguire una dieta o una prescrizione medica, smettere di fumare, ecc.)

- quando si è portatori di disabilità e patologie mediche croniche

- in caso di problemi d’identità e di orientamento sessuale

- quando si è bloccati dalla paura di affrontare un cambiamento

- in caso di mancanza di serenità, ansia eccessiva, stati depressivi

- in presenza di pensieri, impulsi o comportamenti ricorrenti e inappropriati

- in caso di disturbi del sonno, dell'alimentazione, problemi sessuali, dipendenze...